Obiezione sul prezzo: smetti di rispondere subito
"Costa troppo" non è quasi mai una questione di prezzo. Ecco perché rispondere d'istinto ti svaluta e cosa fare invece per capire l'obiezione vera.
Obiezione sul prezzo: smetti di rispondere subito
Il cliente ti guarda e dice: "Costa troppo".
E tu, d'istinto, parti a giustificarti. Spieghi il valore, elenchi le funzioni, magari butti lì uno sconto per chiudere in fretta. Errore. Hai appena risposto a una domanda che il cliente non ti ha fatto.
Perché "costa troppo" non è quasi mai un problema di prezzo. È l'etichetta comoda che il cliente attacca a un dubbio che non ti ha ancora detto. E finché non lo scopri, qualunque cosa rispondi è un colpo al buio.
In questo articolo vediamo perché rispondere subito all'obiezione sul prezzo è la mossa peggiore, e cosa fa invece chi chiude davvero.
Perché "costa troppo" non significa quasi mai "costa troppo"
Pensa all'ultima volta che hai comprato qualcosa di importante. Una macchina, una consulenza, un software per l'azienda. Quando hai detto "è caro", intendevi davvero che non avevi i soldi?
Quasi mai. Volevi dire altro:
Non ho capito cosa ci guadagno.
Il prezzo sembra alto perché nella tua testa il valore è basso. Non è il numero a essere sbagliato, è che non vedi cosa ci porti a casa.
Non mi fido abbastanza.
Forse il venditore, forse l'azienda, forse il fatto che ti sei già scottato in passato. Il prezzo diventa la scusa per rallentare.
Lo sto confrontando con qualcos'altro.
Un concorrente, un preventivo, l'idea che "lo trovo a meno". Ma non te lo dice apertamente.
Devo trattare, è il mio mestiere anche questo.
A volte "costa troppo" è solo l'apertura di una partita a scacchi. Il cliente tira per vedere quanto molli.
Quattro dubbi diversi, una sola frase. E se rispondi alla frase invece che al dubbio, stai indovinando. A volte azzecchi, spesso no.
Cosa succede quando rispondi d'istinto
Il venditore medio, appena sente "è caro", fa una di queste tre cose. Tutte e tre lavorano contro di lui.
Si giustifica.
Parte a difendere il prezzo con un fiume di argomenti. Il problema è che chi si difende sembra colpevole. Più spieghi perché vali quella cifra, più trasmetti che hai bisogno di convincere. E chi deve convincere, di solito, è in posizione debole.
Sconta subito.
"Facciamo che ti tolgo il 10%". Hai appena insegnato al cliente due cose: che il primo prezzo era gonfiato, e che basta lamentarsi per pagare meno. La prossima obiezione arriverà puntuale, perché ora sa che funziona.
Cambia argomento.
Glissa, fa finta di niente, va avanti sperando che il cliente si dimentichi. Non si dimentica. Il dubbio resta lì, silenzioso, e riemerge alla fine sotto forma di "ci devo pensare".
In tutti e tre i casi il venditore ha reagito invece di capire. E ha bruciato l'unico momento utile per scoprire cosa frena davvero la vendita.
La regola: prima capisci, poi rispondi
C'è una sola mossa giusta quando arriva l'obiezione sul prezzo, ed è non rispondere. Fare una domanda.
Non perché sia un trucco. Perché finché non sai a quale dei quattro dubbi stai parlando, non hai niente di sensato da dire.
Quando il cliente dice "costa troppo", la cosa più potente che puoi fare è restare calmo e chiedere:
"Capisco. Posso chiederti rispetto a cosa ti sembra alto?"
Sembra banale. Non lo è. Quella domanda fa tre cose insieme.
Primo, ti dà l'informazione che ti manca. Il cliente, rispondendo, ti dice se sta confrontando con un concorrente, se non ha visto il valore, se ha un budget preciso in testa. Esce allo scoperto.
Secondo, ti toglie dalla posizione di chi si difende. Non stai giustificando niente: stai facendo capire che vuoi capire. La pressione si sposta sul cliente, che ora deve spiegare il suo punto.
Terzo, ti fa guadagnare tempo per ragionare invece di reagire. Quei due secondi cambiano la qualità di tutto quello che dici dopo.
Le risposte cambiano tutto
Guarda come la stessa obiezione apre strade completamente diverse a seconda di cosa c'è sotto.
"Rispetto al preventivo che mi ha fatto un altro fornitore."
Ora sai che è un confronto. Non devi abbassare il prezzo: devi mostrare cosa c'è nel tuo che nell'altro non c'è. È una partita di differenziazione, non di sconto.
"Non lo so, mi sembra tanto così."
Qui il valore non è passato. Il cliente non ha in mente un termine di paragone, ha solo una sensazione. Devi tornare indietro e far vedere meglio cosa risolvi, prima ancora di parlare di cifre.
"Ho un budget di X e tu sei sopra."
Questo è il caso più pulito. Adesso è una trattativa vera, con un numero reale sul tavolo. Puoi lavorare sul perimetro, sulle modalità, sulle priorità. Sai esattamente dove stai giocando.
Tre risposte, tre vendite diverse. Senza la domanda, le avresti gestite tutte e tre allo stesso modo, sbagliato.
Il prezzo si difende prima, non dopo
C'è una verità scomoda da accettare: se l'obiezione sul prezzo ti coglie di sorpresa, il problema è nato molto prima.
Il prezzo non si difende quando arriva l'obiezione. Si costruisce durante tutta la trattativa. Se hai fatto bene il lavoro a monte (hai capito il problema del cliente, gli hai fatto pesare quanto gli costa non risolverlo, gli hai mostrato cosa cambia con te), quando arrivi al numero l'obiezione è debole o non arriva proprio.
Se invece sei corso al preventivo senza costruire valore, qualunque cifra sembrerà alta. Perché il cliente non ha in mano niente con cui giustificarla a sé stesso.
Quindi sì, impara a non rispondere d'istinto e a fare la domanda. Ma sappi che la trattativa migliore è quella in cui l'obiezione sul prezzo quasi non esiste, perché il valore era già chiaro prima di nominare i soldi.
Da lunedì mattina
Riassumendo, la prossima volta che senti "costa troppo":
- Non giustificarti, non scontare, non glissare.
- Fermati. Fai la domanda: "rispetto a cosa ti sembra alto?".
- Ascolta la risposta vera e capisci a quale dubbio stai parlando.
- Solo a quel punto rispondi, mirando al dubbio reale e non alla parola "prezzo".
Il venditore mediocre sente "è caro" e parte a difendersi. Il venditore bravo sente "è caro" e fa una domanda. È la differenza tra reagire e vendere.